venerdì 22 aprile 2016

Hashtag: come, quando e perchè!

Negli ultimi anni il linguaggio dei social network ha invaso la vita reale. Ormai facciamo colazione con i tag, condividiamo la nostra giornata riempiendola di hashtag e senza volerlo facciamo social marketing. Ma che cos'è in poche parole questo cancelletto e perché sta assumendo sempre più rilevanza nei social network?


L'hashtag funziona come un vero e proprio contenitore, è una parola chiave che sintetizza un concetto, è un'etichetta che specifica l'argomento trattato e permette agli utenti del web di rintracciare un dato argomento. In molti si divertono ad utilizzare hashtag insoliti formati da concatenazioni di parole, altri ne fanno un uso smisurato inserendo di tutto e un po' pur di indicizzare il proprio contenuto. In realtà l'hashtag, per chi opera nel social marketing, è una cosa seria e non va utilizzato come il cacio sui maccheroni.
Va a Twitter il merito di averlo introdotto, infatti dal 2009 tutti i contenuti riportano un collegamento ipertestuale sugli hashtag che citano la medesima etichetta. La potenzialità non è sfuggita neanche al colosso di Google, il quale prima li ha inseriti su Google+ e a seguire li ha sfruttati anche per l'indicizzazione sul motore di ricerca. Si nutrono dei tag anche Instagram, Pinterest, Tumblr e Facebook. Su ognuno di questi social ci sono funzionalità e regole diverse ma l'abc è uguale per tutti:
-L'hashtag è composto dal carattere speciale "#" seguito da una parola, o da una concatenazione di parole senza spazi nè punteggiatura, ad eccezione del trattino basso. Per aiutare l'occhio, se si vogliono utilizzare più parole, è consigliato l'inserimento della lettera maiuscola ad inizio di ogni termine.
-La scelta dell'hashtag giusto determinerà il successo o il flop del proprio contenuto. Un hashtag popolare garantisce più successo rispetto ad uno da sperimentare, ma non fate spam, date sempre un'etichetta inerente, la netiquette nel web è ben chiara.
-Inglobare l'hashtag all'interno del contenuto, specie su twitter è cosa buona e giusta, mentre negli altri social possiamo giocare un po' di più, senza esagerare.
Vogliamo raggiungere un brand? Oltre all'hashtag utilizziamo il tag diretto, per intenderci, la @ ("chiocciola") seguita dal nome del marchio presente sul social network.
Ultimo avvertimento: occhio alla privacy! Se condividiamo con restrizioni, in alcuni social è possibile, i nostri contenuti non appariranno tra i feed pubblici.
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3 commenti:

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